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la Pro Loco Cinc Stelis invita a visitare la

MOSTRA DI PITTURA
DI MARIA MEDEOSSI
"Anche solo per il tempo di uno sguardo"



inaugurazione sabato 22 marzo, ore 18.00

presso il parco festeggiamenti di Santa Maria la Longa

La mostra rimarrà visitabile durante tutti i festeggiamenti
della Sagre dal Lunis di Pasche dal 22 al 30 marzo

Ingresso libero

Maria Medeossi, nata a Santa Maria la Longa e residente a Udine, città ove ha svolto la sua professione nel settore formativo, ha iniziato il suo percorso artistico negli anni settanta partecipando a numerosi concorsi e collettive su scala regionale. Partendo da una prima esperienza pittorica figurativa, ha sviluppato in questi anni tecniche personali che, su diversi registri, ne reinterpretano i motivi. Una ricerca artistica sviluppata oggi lungo diverse linee espressive: macchie floreali su carte scolpite e modellate, ove la matrice figurativa si disperde spesso ai limiti dell'astrazione; composizioni materiche realizzate con l'impiego di elementi raccolti nel corso di lunghi viaggi, in paesi lontani, o brevi escursioni in terre friulane. In ogni caso lavori caratterizzati da un tocco lirico, espressione di un linguaggio figurativo nato da suggestioni memorative e carica desiderante.


Tratto da una presentazione di Paola Zandomenego


L'artista Maria Medeossi, dotata di un'intelligenza emotiva rara, sa lasciarsi coinvolgere dalle proprie opere con la mente e con il cuore, presentandosi al grande pubblico nella sua poliedrica personalità. Sensibile ritrattista e paesaggista continua la ricerca stilistica, sperimentando con successo tecniche pittoriche sempre diverse per ampliare il patrimonio di esperienze via via sempre più significative.
La profonda conoscenza dello stile figurativo la porta a dipingere paesaggi e fiori con una leggiadria materia sorprendente. come i materiali da lei usati: carta da pacco, cemento, malta grigia e utensili di ogni genere.
Ogni opera diventa unica, vive e brilla di luce propia attraverso volti sconosciuti, incontrati per caso, in paesi diversi, che animano contrasti insoliti e n'evocano ricordi di un vissuto quotidiano fatto di cose semplici, ma preziose: lo sguardo di un bambino, il cielo stellato, un prato verde, un'emozione.



Tratto dalla biografia “La vita da la vita prende”


Oggi. Dipingo fiori e quasi mai sono bianchi. Vibrano di colori accesi, gridano la vita che non è più attesa statica di una possibile felicità futura; no, è questa, è ora, ed io la vivo nella gioia di una risata piena e senza rimorsi, di una cena in compagnia, una corsa in bicicletta, una casa con le finestre sempre verso il sole, le tapparelle mai abbassate, neanche di notte, a far entrare la luce fioca della strada e quella piena del mattino.

Oggi. Viaggio. Ho mangiato riso seduta in terra con le donne del Laos, ho dormito nelle case degli antichi Daiachi, tagliatori di teste nel Borneo Malese, ho brindato con il the al mio compleanno, ballando in mezzo al deserto dello Yemen, ho percorso strade in salita verso Machu Picchu in Perù, sono andata in Vietnam sul carri che portavano al mercato e con loro verso Saigon, poi su sulle piramidi Maya nello Yucatan e in Guatemala, ho visto bruciare le pire dei cadaveri a Bombay e bambini portare fiori al buddha in Myanmar. Ho camminato per vicoli che sapevano di spezie, di incensi, di vita. Tante volte ho dormito lasciando che il rumoreggiare del mare mi accompagnasse nel sonno ed il suo profumo si facesse respirare.

 

Tratto da una presentazione di Ofelia Beltrame

... camminavamo lungo la battigía di una spiaggia candida e infinita, Maria ed io in Messico, all'ora delle ombre lunghe. Tre anni fa. Giungeva da lontano, ovattato, il ritmo del caribe. Lei era vestita di un pareo colorato, scalza, mi parlava della sua vita, raccoglieva conchiglie e rideva di qualche onda troppo invadente. Immagine di libertà ... leggera, mi si é fissata negli occhi in maniera indelebile ed é così che quando penso a lei io la vedo. Mi lega a Maria un affetto profondo, ma di più un'affinità, una sintonia che talvolta sembrano quasi incredibili e malgrado le esperienze diverse e l'evidente diversa maturità, credo di, poter dire che il modo di sentire, di vivere le emozioni, gli affetti, gli eventi importanti o semplicemente la quotidianità é il medesimo, come è uguale il desiderio di farsi stordire dalla vita e la volontà di adoperarsi affinché il tempo non vada senza lasciare ricordi.

Maria però, ha un passato lontano segnato da eventi tragici, da lutti assurdi, e la sofferenza, se non le fa inaridire, ha il potere di amplificare la sensibilità delle persone ed è per questo che alcune riescono poi anche a gioire in maniera più piena, consapevole e totale;

... e allora è a lei che io chiedo di che colore è fatta la gioia ...

si, perché quell'energia strana che lei trasmette in maniera inarrivabile, può anche essere chiamata gioia. Io ho il privilegio di godere della sua amicizia, dunque a me risponde con parole e con sorrisi, tuttavia ritengo che anche questo tripudio di colori che mi piace definire “vertigine di corolle” sia della gioia un inequivocabile espressione. Vertigine di corolle dunque, ma anche canto leggero che nasce dalle pieghe che Maria crea carezzando la carta, suonandola come fosse uno strumento musicale; e perché non sia evanescente, perché non sia solo un attimo imprendibile, lei da colore a questo canto; lo tinge con i suoi colori per fissarlo, per fermarlo, e il canto intriso del colore dei fiori, diviene espressione tangibile del desiderio, di positività così prepotente in lei. Tra queste macchie di colore, tra questi petali appena suggeriti, io avverto un ribollire di emozioni che gli anni non hanno stemperato, anzi hanno reso più intense. Sento una fame di vita feroce, che conosco bene, perché mi appartiene; là dove per vita non si intende il susseguirsi di giorni ugualí, ripetuti, scanditi da orari e da momenti di noia; lento stillicidio del diventar vecchi; no, dove i giorni iniziano presto, con il profumo della mattina, senza bisogno di sveglia, sono densi di promesse e possono riservare sorprese; dove i giorni hanno gli orizzonti aperti infiniti, senza confini della giovinezza, che non é un fatto anagrafico, ma una forma mentale, una qualità dell'immaginazione, un flusso di idee. Dove i giorni non conoscono pensieri stanchi ... E' questo un canto dipinto da una donna DONNA ... e si vede; vibra di una sensualità sofisticata e sottile; di una femminilità fatta di grazia e di dolcezza che non è leziosità ma piuttosto desiderio di armonia e di bellezza.
Tra questi petali io intuisco la capacità di percepire sfumature non fruibili a tutti e la purezza d'animo che consente di stupirsi per cose piccole, talvolta insignificanti, che sono per chi le sa vedere, comunque vita.


Un articolo di Vito Sutto tratto da "Il Friuli" del 11/01/2002
Maria Medeossi: L'ordine logico della fantasia


Maria Medeossi è partita dal versante narrativo per fare proprie tutte le esperienze della quotidianità; per costruire paesaggi, inventati o realmente visti o vissuti. La componente emozionale giocava la sua parte, l'autrice si emozionava, davanti alla campagna, montagna o ma are e la traduceva in immagini di gioiosa partecipazione alla festa della natura. La sua maturazione ora, la porta, a nuove forme, aggomitolate, graffiate, con utilizzo di materiali tra, i più differenti e improvvisi.

Cosicché, la realtà, quasi si rompe, si deflagra, si allarga e restringe il campo visivo dell'osservatore e la materia in movimento cerca quasi il suo punto fermo, per poter poi, riprendere il suo moto perpetuo. Segno e colore quindi sì rovesciano e si spargono sulla tela per poi riunirsi in una rappresentazione fantastica. Sostanzialmente, Maria Medeossi, Gasparinetti è rimasta emotiva qual era, qual è quando legge ed entra nella letteratura, dell'America latina per esempio; immergendosi in un mondo nel quale, assieme a qualche viaggio precedentemente fatto o forse da farsi, medita di portarsi a casa un oggetto. Forse solo un pezzo di legno che poi diventa parte dell'esistenza della creazione artistica.
C'è questo utilizzare tutto nella creazione della Medeossi Gasparinetti, che colpisce lo spettatore. C'è un senso profondo dell'oggetto: esso è ricordo, memoria, ma anche stimolo per nuovi mondi d'ella creazione, nuovi pensieri, improvvise folgorazioni, idee, scoperte e riscoperte. E tutto o quasi tutto diventa nobile rielaborazione: potremmo chiamarla arte povera, invece è ricca perché è sentire, trasformare, mutare noi stessi e aiutare gli altri a mutare dava agli oggetti e davanti alle possibilità che essi divengano.

E' una ricerca, quella della Medeossi, un'analisi di sé in rapporto con le cose, nella consapevolezza della visibilità di modi remoti e, sconosciuti sul piano razionale che possono, diventare vicini e conosciuti e per questo amati, sul piano fantastico. C'è nel lavoro di questa autrice un costante, sereno, lucido, tentare di appropriarsi delle cose e delle fantasie che appartengono poi lei stessa e che vorrebbe equilibrare, catalogare, mettere in ordine logico e consequenziale, nella sua casetta?studio, sopra i tetti della città, in quel vecchio quartiere udinese dentro un viottolo antico.

 

Pro Loco CINC STELIS
Via Simonetti n° 2
33050 Santa Maria La Longa (UD) - Italia
Telefono: 0432 995386
e-mail: