Santa Maria la Longa
A Santa Maria la Longa, la Villa ex Bearzi, ora
Piccolo Cottolengo di Don Orione, si compone di un corpo centrale
timpanato aggettante, affiancato da due lunghe ali. Settecentesca,
è attorniata da recenti costruzioni (ad esempio il "Padiglione
Cavazzini"), sorte per assolvere alle molteplici esigenze
della benefica istituzione, e da piante secolari che rendono
l'ambiente suggestivo.
Per quanto riguarda le chiese, la Parrocchiale di S. Maria
Assunta nel capoluogo, priva di particolare rilevanza architettonica,
ha un bell'altare barocco (quello laterale di sinistra, dedicato
alla Madonna del Rosario) che si dice acquistato a Udine,
un fonte battesimale cinquecentesco ed opere d'arte contemporanea:
l'Assunta in mosaico
nel
catino absidale, eseguita dalla Scuola di Mosaico di Spilimbergo
su cartone di Ernesto Mitri, di Udine, due tondi a mosaico
nella navata, eseguiti dalla stessa Scuola su cartone di Cirillo
Iussa di S. Pietro al Natisone.
Ha tentato una ricostruzione storica qualche anno fa Gennaro
Coretti in un libro che affronta organicamente tutti gli aspetti
del paese della sua storia e della sua cultura. Il primo documento
in cui si fa cenno alla comunità di Santa Maria La Longa e
all’attuale Mereto di Capitolo, racconta Coretti nel volume,
appare la denominazione di “villa sclavorum” che si ricollega
al ripopolamento forzato delle terre friulane devastate dall'invasione
degli Ungheri. La pergamena è datata 13 luglio 1031 e consiste
in una denominazione fatta dal patriarca Poppone al Capitolo
di Aquileia in cui si elencano dettagliatamente le località
di questa zona fra cui appunto la villa sclavorum. Con la
denominazione villa si indicavano i nuclei abitati, da cui
la denominazione di villaggi i quali dipendono insieme da
un unico feudatario.In un atto successivo si legge per la
prima volta in nome che porterà poi per sempre il paese: "La
Villa de Sancta Maria" si trova per
la prima volta nel rotolo censuale del Capitolo di Aquileia
che si presume sia stato scritto verso il 1201, ma doveva
esistere già verso il 1150, perché questo rotolo è una copia
di documento più antico in cui si nominano le località appartenute
al Patriarcato dal 1031 a 1176. Nel 1277 per la prima volta
compare l'attribuzione completa del nome dell'attuale capoluogo
'Villa Santa Maria Longa" dal quale si può dedurre che
il termine "longa" stia per "lonca", ossia
il nome dato dagli slavi a questa zona e che deriva dallo
slovena "lòka" che ha anche il significato di "prato".
Coretti continua poi ipotizzando che "sebbene latente,
può sussistere l'ipotesi che la comunità di Santa Maria la
Longa possa vantare un'origine antecedente al mille, collocabile
all'incirca tra l'ottavo e il nono secolo". Altre tracce
del ripopolamento slavo sono ben evidenti nella storia topografica
della località: "Come Il ricorrente toponimo di Zumpic
che, similmente, si ritrova anche presso Trivignano oppure
a nord di Udine con le varianti di Zompicchia, Zompitta ecc.".
Ancora, poiché quelle erano zone molto ricche
da
un punto di vista boschivo, “tra il borgo di sopra e quello
di sotto della villa sclavorum c’era un boschetto e si dice
che gli slavi chiamassero la
piccola chiesa del borgo di sopra 'Zeta Maria na logu' e cioè
'Santa Maria del bosco' che poi venne mal tradotta in longa”.
Nel comune di S. Maria la Longa si trovano tre ville venete
che sono di gran lunga le cose più belle che - sul
piano dell'arte - la zona possiede. A Tissano, la Villa dei
conti del Torso, già dei co. Agricola e dei co. Strassoldo,
era un tempo ricca di raffinati arredi e di preziose raccolte
storico-artistiche. È una elegante costruzione settecentesca,
molto sviluppata in senso longitudinale, con corpo centrale
avanzato, cortile d'onore, giardino e parco.