TISSANO
TISSAN

Tissano fa parte del comune di Santa Maria
la Longa, in provincia di Udine, tra Udine e Palmanova. Un insediamento
abitato esisteva probabilmente già in epoca romana, stando
ai ritrovamenti nella campagna a nord del paese e nel terreno
retrostante la chiesa parrocchiale dedicata a San Michele Arcangelo.
In età longobarda faceva forse parte della proprietà
terriera del nobile Valdando, figlio di Mimone di Lavariano,
ricordato in un documento carolingio che riporta la confisca
dei suoi possedimenti e la loro donazione a Paolino d’Aquileia
(anno 776). Nel 1957 furono ritrovate delle sepolture longobarde
i cui corredi, composti da guarnizioni in bronzo, resti di cinture,
un elemento decorativo del manico di un coltello, un’armilla
e un bracciale, sono oggi in parte esposti presso il Museo di
Cividale del Friuli. Ma la prima notizia documentaria certa
risale al settembre 1166 quando Udalrico di Attimis restituì
al Patriarca di Aquileia un gruppo di borghi tra cui Tissano.
Le vicende del paese non si discostano di molto da quelle di
ogni paese friulano: prima “villa comune” del Patriarcato,
poi territorio veneto per diventare italiano, dopo un passaggio
ai francesi e agli austriaci. Dal 1648 Tissano fu governata
dalla famiglia Caimo che gestì il potere fino all’arrivo
dei francesi.
L’abolizione dei titoli feudali non cancellò però
le proprietà di questa famiglia, che tuttavia dovette
vendere tutto in pochi anni. Tra 1809-1811 furono i Mauroner
di Trieste, attraverso un consistente acquisto di terreni, a
diventare la famiglia dei “signori” a Tissano.

Nel tessuto urbano, che ha mantenuto la caratteristica
topografia originaria, spiccano due edifici padronali risalenti
al XVIII e XIX secolo che hanno ospitato le personalità
più illustri del paese. In villa Agricola-Strassoldo,
con facciata tripartita e ampio parco retrostante, abitò
per lunghi anni, a partire dal 1912, anno in cui fu acquistata
dalla famiglia, il noto erudito e storico Enrico del Torso (Trieste
1876- Udine 1912): laureatosi in giurisprudenza egli si dedicò
soprattutto agli studi araldici e genealogici, componendo il
blasonario friulano e pubblicando una sessantina di saggi; ma
fu anche appassionato fotografo, lasciando una preziosa raccolta
di immagini che raccontano i costumi e il paesaggio friulano
e austriaco.

In villa Caimo-Mauroner, anch’essa con facciata tripartita
e interessante scalone decorato, visse per lunghi anni il noto
incisore acquafortista Fabio Mauroner (Tissano 1884 –
Venezia 1948): formatosi tra Venezia, Roma e Parigi, egli fu
tra gli animatori dell’ambiente artistico veneziano negli
anni tra le due guerre, rimanendo un riferimento imprescindibile
per le arti grafiche, tanto da essere regolarmente convocato
nelle giurie delle Biennali Internazionali d’Arte di quella
città; oltre alla produzione artistica si ricordano alcuni
studi sui maestri della grafica del passato, come la monografia
su Luca Carlevariis del 1931. Degno di menzione anche lo zio
di Fabio, Giuliano Mauroner (Tissano 1846 – Firenze 1919),
un medico con molte passioni: musicista, pittore e collezionista
accanito. Egli lasciò la sua raccolta di oggetti rari
e preziosi al Museo di Udine. Forse a lui si deve l’idea,
e forse il progetto, del eclettico edificio che si affaccia
in via “Borgo di Sopra”: un pittoresco rustico neo-romanico
risalente all’inizio del novecento che delimitava la proprietà
della famiglia. Anche un altro medico, alcuni secoli prima,
visse in questo borgo rurale: si tratta di Pompeo Caimo (Udine
1568 – Tissano 1631), docente di medicina teorica a Padova
dal 1624 al 1630, archiatra di papa Gregorio XV, ma anche poeta
in latino e volgare, oratore e politico.
